Da: caparossa Data: Sab 22 feb 2003 12:40:04 Europe/Rome A: Emmanuele Somma Cc: linuxmag@edmaster.it Oggetto: Note sull'editoriale dell'ultimo Linux Magazine Caro Emmanuele, ho letto con stupore il tuo editoriale sull'ultimo numero di Linux Magaziene. Stupore dettato non dal contenuto, dato che nel mondo di quelli che io chiamo affettuosamente "linuxari paludati" e' abbastanza comune, quanto dal fatto che tu abbia deciso di alzare un tal vespaio con un editoriale squisitamente *politico*. Non sono d'accordo su quasi nulla di quanto tu hai scritto, e onestamente alcune cosa mi hanno pure fatto arrabbiare. Ma non e' questo il problema (anzi, questo e' il sale della vita, che se la pensassimo tutt* allo stesso modo sai che noia! :). Percio' non ho intenzione di ribatterti punto su punto, che ne verrebbe fuori una cosa veramente pallosa. Ti racconto, allora, una storia. La mia storia. Come caparossa si avvicina a Linux e al Software Libero Nel 1998 ero un giovane studente di Storia Contemporana in un'iversita' del centro Italia, in procindo di dedicarmi alla tesi. Mio argomento di studio in tutti gli anni dell'universita' furono in movimenti politici antagonisti degli anni '60 - '70, utilizzando come metodo storiografico la "storia orale". Decisi, visto che ero originario di Milano, di fare una tesi sulla storia del Centro Sociale Occupato Autogestito "Cox 18" di Milano. In contemporanea alla tesi mi fu regalato il mio primo pc (fino ad allora non ne avevo mai visto uno), un p.100 con 32Mb di ram e, ovviamente, Finestre98 installato. E Ufficio97, con cui iniziai a lavorare alla tesi. Un bel giorno dell'autunno del '98 mi avviai a fare le mie interviste ad alcune persone del centro sociale, come da appuntamento, ma trovai il luogo chiuso e queste persone che mi dissero "scusa ci siamo dimenticati, ma oggi abbiamo organizzato una install fest di linux in p.zza castello. Perche' non vieni con noi?". L'unico termine che mi era noto in quella frase era "fest"; cosi' decisi di andare, che una festa non fa mai male :) Arrivammo in piazza castello e trovai una situazione veramente folle, a miei occhi di allora: una trentina di persone in mezzo alla piazza, con tavoli e seggiole di fortuna, un cavo attaccato alla luce e un numero non indifferente di personal computers. Quelli che poi scoprii essere gli "installatori" erano evidentemente giovani del giro dei centri sociali, e oltre ad installare spiegavano cos'era GNU, cos'era la Free Software Foundation, cos'era Linux. Spiegavano, soprattutto, ed e' quello che mi colpii di piu', come si sviluppava Linux, o meglio, GNU/Linux: un modello decentrato e orizzontale di continuo scambio, dove chiunque poteva partecipare, in base alle sue capacita' e alla sua volonta'; dove tutto quello che veniva fatto era liberamente riutilizzabile e modificabile. Sentii una voce: "tu hai visto la luce!" ;-) Finita l'install fest corsi in libreria e comprai il mio primo libro su GNU/Linux (ne seguirono molti), e tempo un mese recuperai un secondo disco fisso e installai la mia prima distribuzione (ne sono ancora molto orgoglione: lo feci tutto da solo! :). Sei mesi dopo, finalmente passato a Debian, tolsi Finestre98 dal mio pc e da allora sulle mie macchine non c'e' piu' stato software proprietario. Perche' questa lunga e noiosa storia? Perche', a differenza di quello che dici tu nel tuo editoriale, io mi sono avvicinato a GNU/Linux e al Software Libero proprio da quegli ambienti che tu dici essere cosi' lontani dal nostro mondo. A te paiono cosi' lontani, il mondo del "movimento" e il mondo del software libero, perche' hai una visione dell'ideologie (il plurale e' voluto) sbagliata, o quanto meno, poco approfondita. Ti cito: "I no-global [...] immaginano che prendera' il sopravvento un modello "centralistico" di realizzazione del software libero? Ma quanto sara' libero un software realizzato cosi'?". Ecco l'errore! La visione "centralizzata" della societa' non capitalistica e' una roba da prima meta' del '900, da Paritto Comunista della Terza Internazionale. E' dagli anni '60, con l'Operaismo, che il movimento "antagonista", nelle sue componenti maggioritarie *rifiuta* una visione centralistica della societa'. Ancor di piu' dopo il '68 e il '77, per non parlare di movimento come la Pantera del '90, o come quello dei centri sociali, dove il rifiuto e' totale e incondizionato. Quello che a me colpi' profondamente e che mi porto' a buttarmi nel modo di Linux prima, di GNU/Linux poi, fu proprio questo approccio decentralizzato; il fatto che il concetto base della comunita' GNU/Linux e del software libero fosse la CONDIVISIONE, e non la competizione (per questo la citazione di Primo Moroni, intellettuale, militante e librario della mitica libreria "Calusca" di Milano). Tu, alla fine del tuo editoriale, ironizzi sul fatto che bisognerebbe avvertire i "no-global" che sotto il costume del pinguino potrebbe esserci un agente della CIA. Io ti dico, soltanto: usa netcraft, e vai a vedere i maggiori server di movimento, quelli piu' vecchi, come Isole nella Rete (http://www.ecn.org) o Kyuzz (http://www.kyuzz.org) o Tactical Media Crew (http://www.tmcrew.org) o Autistici/Inventati (http://www.autistici.org - http://www.inventati.org). Oppure la tanto famosa Indymedia (http://italy.indymedia.org). E tanti altri che mi sono dimenticato. Isole nella rete usa GNU/Linux fin dalla fine degli anni '90, quando in italia era usato solo nelle universita', e manco in tutte. Ma ti diro' di piu': nel 2001, al G8 di Genova, nel Mediacenter organizzato dal Genoa Social Forum, i pc a disposizione di tutti (ed erano una 50 di macchine) erano *tutti* dotati *esclusivamente* di software libero; cosi' come al Social Forum Europeo di Firenze dell'anno scorso (dove le macchine erano raddoppiate). E a mettere su quei Mediacenter non furono chiamate ditte di "professionisti", ma persone del movimento che *da anni* si occupano e spingono il software libero. Alcuni esempi? Gli Hackmeeting (http://www.hackmeeting.org), che dal '98 vengono fatti e autogestiti nei centri sociali; gli hacklab, dove vengono fatti corsi di tutti i tipi, ma in particolare di GNU/Linux; e dove, per esempio, sono usiti progetti come Bolic1 (http://autistici.org/bolic1/), minidistribuzione nata al LOA (http://www.autistici.org/loa) e da cui poi si e' sviluppata Dyne:bolic (http://dynebolic.org). Potrei continuare all'infinito, ma sicuramente ti/vi ho gia' scocciato. Il mondo del software libero e', da che lo conosco e lo "studio", *sempre* stato diviso tra chi lo vedeva come la palingenesi del libero mercato (Bob Young o Eric Raimond) e da chi, invece, lo vadeva come campo di massima espressione libertaria (Stalmann, per esempio, ma anche tanti e tanti altri). Che non e', a mio avviso, la divisione tra "comunisti" e "liberisti", non e' una battaglia. Anzi, e' il punto di forza del softeare libero: ognuno puo' vedereci quello che gli e' piu' affine, senza per questo ledere o inverare cio' che e' piu' affine ad una altro. Un modello aperto e condiviso, insomma. -- caparossa "Socializzare saperi senza fondare poteri" Primo Moroni