Da: Elettrico Data: Lun 24 feb 2003 13:20:15 Europe/Rome A: cyber-rights@ecn.org, esomma@ieee.org Oggetto: emanuele somma su linux magazine -----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE----- Hash: SHA1 di profeti e pontificatori e' pieno il mondo, ma mai avrei pensato di leggere una pagina intera scritta da uno di loro su linux magazine. da sempre noto come le riviste dedicate a linux tendano ad ignorare tutta quella parte dell'attivismo che reputano "scomoda" perche' troppo politicizzata. molto piu' semplice del resto dare spazio alle parole di un deputato, che tanto avra' gia' parlato (o sparato cazzate, a seconda dei gusti) piu' volte in visione nazionale su una qualche trasmissione di una qualche rete televisiva, piuttosto che dedicare un po' di spazio ad una visione ahime' troppo vicina, come va di moda dire ora, a posizioni politiche "pericolose". ancora poi saltasse fuori che linux e' legato ad al quaeda. emanuele somma dedica il suo editoriale alla visita di bill gates, o meglio al "contorno", e gia' dal titolo si evince il tono "non fateci abusare di un disobbediente vestito da pinguino". oltre ad evincersi il tono si capisce fin da subito che somma non ha capito nulla. dove abbia letto infatti che la componente disobbediente era maggioritaria e promotrice non si sa. probabilmente non sapeva, e non si e' preso la briga di documentarsi (come se un "giornalista" di una testata di informatica non avesse il dovere di farlo prima di scrivere), che quel giorno c'erano, vestiti da pinguini e non, componenti del movimento "no-global" (lui li chiama cosi'), programmatori di software libero, lavoratori interinali e non nel campo dell'informatica, attivisti degli hacklab (accidenti, proprio l'arcipelago che tanto si cerca di ignorare) e esponenti di varie associazioni schierate a favore dell'open source. da subito comunque l'editoriale parte con una chicca: bill gates non e' venuto qui per pubblicizzare il suo amato software proprietario. somma ci spiega i Veri Motivi che lui, non si sa bene perche', sa: "una chiacchierata con pera", "una lezioncina di filosofia", "probabilmente qualche accorducolo su qualche gioiello di famiglia" (intende le aziende italiane), comunque una visita dalla "minima valenza politica". chiaramente non e' che si fa cogliere da dubbi, lui ne e' sicuro. probabilmente avra' seguito bill. poi prosegue parlando dell'inscenamento di qualche bella manifestazione da parte del "movimento no-global". e qui subito ecco un'altra chicca: "non si sa ancora il motivo della manifestazione". ah, non si sapeva? ma sono l'unico cretino che ha letto varie email sulla questione in questa e altre liste? boh! forse somma usa documentarsi sulle questioni riguardanti il software libero e l'attivismo in vari campi non direttamente alla fonte, ovvero in questo caso in rete, magari in questa stessa lista o in altri luoghi virtuali dedicati alle discussioni sul tema, ma bensi' legge solo la stampa tradizionale (sempre contenente articoli approfonditi ed argomentati, soprattutto per quanto riguarda l'informatica...) che come dice lui stesso "ha farneticato le solite banalita' tirando per' in mezzo linux e il software libero"... quali sarebbero queste "solite banalita'"? e perche' dice "tirando PERO' in mezzo linux"? non ci e' dato sapere. probabilmente il senso e' "accidenti a questi idioti che coi loro articoli mostrano la faccia politicizzata dell'attivismo open source, che poi linux si sporca con questi -oh mio dio!- comunisti ed anarchici!". ma questa ovviamente e' una _mia_ interpretazione. prosegue pero' somma: "qualche LUG, con sprezzo del ridicolo, si sta organizzando per esserci"... che dire? questa frase si commenta da sola: il software libero si puo' solamente sostenere da dietro una scrivania, lavorando per una rivista di settore, o comunque in qualche modo simile. ogni altra cosa, dall'attivismo digitale ad una qualsiasi forma di protesta contro chi fa del software proprietario e definisce l'open source "pericoloso per l'economia" e' una cosa RIDICOLA. per quanto mi riguarda son contento di fare parte del circo. poi l'editoriale va avanti, con un assaggio di socioeconomia: "che il software libero, linux in testa, sia la punta piu' avantaza del processo di globalizzazione e' evidente". ah si'? e' la "punta piu' avanzata"? pensavo che il software libero fosse una delle componenti della classe "software", la quale a sua volta fa parte della classe "informatica", la quale ancora sta nel grande insieme della "tecnologia". mi sbagliavo, somma mi ha illuminato. il delirio pero' non si ferma qui, deve dimostrare che tutto quello che e' successo e' ridicolo, per cui cerca di costruire una serie di sillogismi sconcertanti: secondo lui infatti il software libero e' completamente "americano" (prima mette "completamente" come aggettivo rafforzativo e poi mette le virgolette alla parola "americano"... forse sa che sta dicendo una cazzata). e perche' sarebbe americano? semplice, prima di tutto per la "nazionalita' o la localita' di lavoro dei suoi principali interpreti"... ergo questi "antiamericani" (i no-global appunto) sono sciocchi perche' appoggiano una cosa americana... quindi applicando il ragionamento ad altri campi l'automobile e' una cosa "italiana", e chiunque abbia a che fare con le automobili automaticamente accetta e condivide in toto la cultura italiana. mah. inoltre linux e' americano perche' (tenetevi forte) "solo una societa' 'americanizzata', basata realmente sulla sacralita' della liberta' di espressione, sul 1mo emendamento, puo' riuscire a difendere il software libero". rendiamoci conto di cosa viene messo in piedi in questa frase. prima di tutto la liberta' di espressione diventa una cosa americana. non e' piu' un valore umano, globale, a cui tutti possono ispirarsi. no. e' un valore solo americano, racchiuso nel primo emendamento, quindi tutte le societa' che prevedono la liberta' di espressione sono "americanizzate". immaginiamo quindi che anche tutti gli stati dove esista la pena di morte si rifacciano alla tradizione forcaiola degli usa, per cui possiamo definirli "americanizzati". proseguendo poi nella lettura il concetto di fondo viene esplicitato: "ma una delle ragioni del movimento anti-globalizzazione non e' la resistenza all'americanizzazione del mondo? anzi, non e' un anti-americanismo viscerale quello che anima molti disobbedienti?" ma a somma e' mai passato per l'anticamera del cervello che non esiste solo bianco o nero, che essere americano non vuol dire essere bush o la shell, che vivere negli usa non vuol dire essere uno stronzo imperialista per assunto? ma come cazzo si fa ad accomunare una cultura della condivisione, della collaborazione, del libero accesso come quella che sta alla base di molti movimenti, compreso quello del free software, con l'america di bush, della guerra all'iraq, del sostegno ai dittatori, dell'imperialismo, dello sfruttamento globale? quale capriola neuronale e' necessario fare all'interno del proprio cervello per scrivere una tale castroneria? siamo ai livelli di un asilo: "america cacca" o "america buono". evidentemente somma prima di giudicare un'idea, un concetto, un comportamento, si sincera della nazionalita' dello stesso. quindi, ad esempio, siccome io non sono d'accordo sulla guerra all'iraq e critico l'amministrazione bush non posso nemmeno usare linux, e sostenerlo, in quanto prodotto americano (cosa su cui comunque avrei da ridire). mah. si lancia poi, sempre il nostro caro, su disquisizioni sulla critica all'informatizzazione e alla bioingegneria che il movimento "no-global" porta avanti al suo interno. a questo punto della lettura io mi sono fermato sconcertato. come puo' un elemento simile scrivere un editoriale su un mensile di informatica? stiamo parlando di una persona che reputa la tecnologia in se' buona o cattiva, scrive stupidaggini che sembrano uscite da un diaro di un bambino delle elementari. la bioingegneria e' BUONA. punto. i "no-global" dicono che e' cattiva. punto. sono due costrutti FALSI e STUPIDI. primo perche' non v'e' tecnologia buona o cattiva, ma sono buoni o cattivi gli usi che se ne fanno, secondo perche' io stesso sono stato promotore un paio di anni fa assieme ad alcuni "no-global" universitari di un incontro con a tema la tecnologia. nella giornata ricca di spunti di riflessione si parlo' anche di biotecnologia e la critica che vi era nelle discussioni era l'uso che se ne fa, non ho sentito nessuno dire "andrebbe vietata", ho sentito varie posizioni confrontarsi, da chi diceva che andrebbe liberalizzata a chi ne criticava il monopolio. ma evidentemente somma era impegnato quel giorno. vado poi avanti a leggere a vedo che somma ci spiega perche' noi "no-global" (mi fa un po' senso definirmi con un termine sciocco coniato dalla stampa, ma almeno cosi' anche somma puo' capire) abbiamo manifestato contro bill gates. copio tutta la frase perche' e' troppo bella: "se si scava al di la' della facciata di comodo che si e' data per raccattare qualche adepto in un movimento come quello del software libero che ha veramente i numeri per fare le rivoluzioni, il vero motivo della manifestazione che si profila contro bill gates (ma a favore di che?) e' che la microsoft rappresenta l'archetipo (riuscito) di una azienda moderna, basata su un uso flessibile del personale, con un vasto utilizzo di lavoro interinale e consulenti esterni. gran parte dei quali molto ben contenti di esserlo." WOW! quale insieme notevole di concetti: 1- il movimento "no-global" deve raccattare adepti in giro 2- lo fa con operazioni di facciata 3- lo fa nel campo del software libero perche' li' si che ci sono i numeri per fare la rivoluzione 4- la microsoft e' un archetipo di azienda moderna 5- i lavoratori interinali sono contenti di essere tali prego, commentare a piacere, di seguito i miei: 1- boh, sara', puo' essere. ma somma lo sa perche' lo ha letto sulla stampa? oppure glielo ha detto suo cugino? ma lo sa somma che esistono da anni gli hackmeeting e gli hacklab, luoghi di attivismo a doppio filo, dove si mescolano (e con piacere!) politica e software libero? 2- facendo riferimento a quanto scritto prima, bastava cercasse in rete per trovare il succo e non la facciata, ma evidentemente comprende solo quello che e' superficiale come il suo editoriale 3- meno male che noi che usiamo e sosteniamo il software libero abbiamo i numeri per fare la rivoluzione. non vedo l'ora di vedere i risultati di tale preponderanza numerica un po' ovunque. l'importante pero' e' non metterci di mezzo altre cose eh, tipo che so, la pace, che poi rischiamo di dividerci fra chi il cervello lo usa per ragionare e chi invece come magazzino per assiomi tipo linux=bello, politica=cacca, ecc 4- qui mi sfugge il concetto di "azienda moderna". se l'azienda moderna e' quella che esternalizza i servizi allora anche un qualsiasi ente locale e' un'azienda moderna. 5- bisognerebbe chiederlo a loro. chissa' se somma e' interinale. le sconsiderate riflessioni (ma non mi viene proprio di considerarle tali, vista l'assenza di pensiero che c'e' dietro) di somma continuano: "sostenere linux significa estendere lo spazio di autonomia individuale non sindacalizzabile"... questo dipenderebbe da linux? ovvero chi usa windows puo' sperare di trovarsi un giorno in un "sindacato degli informatici" mentre invece chi usa linux ahime' restera' non sindacalizzabile. quale sarebbe la differenza? e non e' che invece il problema e' insito nel modello di produzione tanto amato nel terziario, tanto caro alla microsoft ed alle aziende di informatica di oggi? inoltre poi sostenere linux significa anche avere "una fede spropositata nell'economia di mercato". personalmente sostengo il software libero per il modello di sviluppo che propone, non per l'economia in cui viene calato. fede nell'economia di mercato la avra' la red hat, non so, non vedo perche' io che ritengo basilare l'accesso alla conoscenza dovrei avere fede in un'economia che la impedisce per detenere monopoli che creano ricavi senza senso. avvicinandosi pian piano alla conclusione somma ci fa godere di un altro paio di assiomi: "mentre dichiararsi a favore del software libero, per un no-global convinto, puo' non essere un problema, sembra molto piu' difficile che un fan del software libero possa qualificarsi come no-global". l'unico problema che vedo io e' che quando ci si dichiara sostenitori di qualcosa bisogna sapere di cosa si parla, essersi documentati, aver provato, e se non aver capito almeno averci ragionato. in entrambi i casi. altrimenti si dicono e fanno cazzate. e questo editoriale sembra appunto un buon esempio. va avanti poi il nostro amico dicendo che "un fan del software libero abbia in comune con bill gates piu' di quanto ne abbia con un no-global"... forse dipende dal livello di stronzaggine, spregiudicatezza e rispetto per gli altri con la quale conduce la propria vita, ma mi chiedo come si possano racchiudere numeri "da rivoluzione" in classi cosi' definite ed etichettate, e fare similitudini simili. "difficile pero' che il movimento del software libero possa avere qualcosa da ridire (se non da ridere) su un disobbediente che indossi un vestito da pinguino e manifesti contro bill gates." - e infatti somma spreca ben due colonne, che sicuramente avrebbe potuto riempire con qualcosa di piu' utile al movimento del software libero - "al limite avvertirlo che sotto il vestito da pinguino a fianco a lui potrebbe trovarsi un consulente ibm, un trivellatore della shell, un capitano della marina tedesca, o una spia dell'nsa, dell'fbi e della cia" - e' chiaro il concetto, a questo punto. il software libero e' una cosa a parte, non si vive, e' un compartimento stagno. quindi chi invece fa piu' o meno attenzione a tutti i risvolti della propria vita, e magari lega l'adozione del software libero sul suo computer ad un discorso etico piu' ampio, che coinvolge anche altri aspetti, e di conseguenza _sa_ che proprio per il suo stesso comportamento _non gli potra' mai capitare di trovarsi a chiacchierare con un agente della cia_ (a meno che non sia in incognito, ovvio, noi l'onniscenza di somma non l'abbiamo e ci accontentiamo dei nostri cinque sensi) e' solo un povero illuso. il software libero e' BUONO e va sostenuto SEMPRE e A PRIORI di qualsiasi cosa. saro' scemo, ma non faccio cosi'. non so somma. finalmente l'ultimo paragrafo: "la tolleranza ci impone di accettare anche questo suo impegno per la causa con amore ed amicizia, ma forse sarebbe il caso che il disobbediente/no-global di turno si affretti ad inventare una nuova licenza. posso anche suggerigli il nome: software giusto. peccato che in inglese verrebbe fuori: right software". l'unica cosa che ho da dire, saltando a pie' pari la triste conclusione dell'editoriale (anche perche' in inglese "destra" in senso politico l'ho sempre sentita chiamare right-wing, ma magari mi sbaglio) e' che se la tolleranza di somma gli fa accettare con amore ed amicizia l'attivismo politicizzato capita invece che l'economia di mercato, quella a cui ahime' siamo assoggettati, e quella che tiene in piedi l'editore di linux magazine "edizioni master" permette che lui sprechi inchiostro e carte per scrivere uno degli articoli piu' superficiali che io abbia mai letto sull'attivismo politicizzato. complimenti, un giornalista di "libero" forse non avrebbe saputo fare di meglio. pardon, peggio. - -- "...i tuoi angeli custodi non hanno la divisa blu..." "ninna nanna del duro" - Fred Buscaglione http://www.autistici.org/underscore/acari/elettrico/publickey.txt keyserver.autistici.org Key fingerprint = D32C 7B60 F65C EF4D FCA8 BC99 C4DB 0E52 1D7B 9A83 -----BEGIN PGP SIGNATURE----- Version: GnuPG v1.0.6 (GNU/Linux) Comment: For info see http://www.gnupg.org iD8DBQE+Wg3/xNsOUh17moMRAvJCAJoDRUhPimb3UdK1ccyE9mEERgNl6gCfaDXS WrwX3dA79fi5YGfCz5OHEm4= =4kGp -----END PGP SIGNATURE-----