Da: mauro Data: Mar 25 feb 2003 14:53:30 Europe/Rome A: Oggetto: Considerazioni personali Esimio Sig. Somma, Le scrivo in merito all'editoriale apparso su Linux magazine del marzo 2003. Innanzi tutto il sottotitolo : "ovvero: del perchè non possiamo proprio dirci no-global"... Mi chiedo cosa stia a significare quel "non possiamo"... chi non puo? Noi estimatori di Linux e dell'Opensource o Voi di Linux magazine... o chi altro? Da parte mia, soprassedendo su tutte le abbastanza banali considerazioni che lei ha fatto sull'americanità del fenomeno Linux, credo che tutto ciò che può dare in qualche modo nuove possibilità a popoli che ancora soffrono il sottosviluppo e lo sfruttamento da parte di quel settore della terra che noi chiamiamo "nord del mondo" (America in testa), si possa tranquillamente definire no-global ed in qualche modo disubbidiente; in fatto poi di diritto internazionale sulle licenze software ecc., lei definisce l'America come paradiso del garantismo e della protezione delle libertà, ma non è lo stesso paese che si appresta a censire i cittadini di fede Islamica, che applica la pena di morte e che andrà a fare strage di un popolo la cui unica colpa è quella di avere un dittatore come leader ed un sottosuolo ricco di petrolio? Attenzione quindi a non mischiare il sacro col profano. Se è chiaro che il movimento no-global appoggia il software open source, è altrettanto chiaro che sarebbe estremamente contrario all'applicazione (ovviamente ipotetica) di linux per scopi bellici. Ed è pure assurdo accettare a priori le biotecnologie... dipende da come e per cosa sono applicate, se per scopi atti a preservare e migliorare la salute dell'uomo, delle piante e degli animali va benissimo, ma quando è usata per modificare processi vitali mediante, ad esempio, l'inserimento di cellule o tessuti animali su organismi vegetali (vedi OGM) con il rischio di generare dei mostri assolutamente innaturali a scopo alimentare, per conseguire profitti apponendo la scusa di vincere la fame nel mondo, allora io dico NO! Se poi alcuni Linux user, casualmente no-global, vogliono andare a protestare contro Bill Gates (che, mi lasci dire, non fa le sue tournee a caso come lei dice), ben vengano... ed io non ci trovo niente di ridicolo, se poi qualche pinguino un po snob si sentirà offeso, sono problemi suoi. Dire che Linux è globale, è come dire che è no-global, questione di punti di vista. Noi comunque (io e quelli del LUG.AR) lo usiamo e lo proponiamo con qualche successo, dato che la nostra amministrazione comunale ha deciso, trovando d'accordo maggioranza ed opposizione, di utilizzarlo nei propri uffici, sostituendolo gradualmente al software proprietario. Non mi prenda per uno sfegatato disobbediente col paraocchi, perchè non lo sono, ho i piedi ben saldi per terra e rispetto al software sono molto aperto, nel senso che per il mio lavoro uso Macintosh nonchè Windows (talvolta)... Ma Linux mi piace, lo considero una futura ma reale alternativa, non a caso paesi in difficoltà come l'india, l'Indonesia o il Brasile hanno potuto raggiungere un buon livello d'informatizzazione e d'insegnamento nelle scuole grazie a Linux e all'Open Source, che non significa America, ma sforzo internazionale e solidale per la libera acquisizione del sapere. Infine, in merito alla battuta "right software", sappia che il software non è ne di destra ne di sinistra, è solo software... cioè nulla senza l'intervento umano, ed è proprio questo il desiderio che io ed i no-global abbiamo in comune... che l'uomo, "qualsiasi uomo" possa conoscere, usufruire, decidere, scegliere ed utilizzare ciò che potrebbe essere altrimenti solo un privilegio di pochi. Questo significa per me "Open Source"... "and that's all folks!" Cordiali Saluti e complimenti per Linux Magazine Mauro Lanzi - Vice Presidente Linux User Group Arezzo