e! Exedre.org: software libero e altre amenità
di Emmanuele Somma
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Non fateci abusare di un disobbediente vestito da pinguino

(ovvero: del perchè non possiamo proprio dirci 'no-global')
Marzo 2003

Per le istituzioni italiane l'anno 2002 sarà ricordato per la visita del Papa al Parlamento. E il 2003? Verrà ricordato per la visita di Bill Gates al presidente del Senato? No. Certamente. I motivi, insondabili, per cui il Bill mondiale passa da queste parti non sembrano tali da rendere questo evento memorabile. Una chiacchierata con il presidente del Senato Pera, ecco tutto. Forse per una lezioncina di filosofia della scienza dal bravo professore dell'Università di Pisa. Più probabilmente per brigare qualche accorducolo su qualcuno dei nostri meravigliosi gioielli di famiglia. Forse Telecom o chissà che. Dopo la storiaccia della Fiat è bene che il governo si occupi del futuro delle nostre aziende nazionali. Nonostante la minima valenza "politica" di questo viaggetto, l'assorito movimento no-global, Disobbedienti in testa, sembra che si presenterà al Senato inscenando qualche bella manifestazione, si dice vestiti da pinguini. Non si sa ancora il motivo della manifestazione, la stampa ha fino ad oggi farneticato le solite banalità tirando però in mezzo Linux e il Software Libero. Qualche LUG, con sprezzo del ridicolo, si sta organizzando per esserci. Le associazioni più grandi ne discutono.

Che il software libero, Linux in testa, sia la punta più avanzata del processo di globalizzazione è evidente: è una creatura profondamente tecnologica, e infatti non può vivere senza la vasta disponibilità di sovrastrutture tecniche neppure troppo banali come PC individuali e Internet; inoltre è completamente "americano" poichè, oltre alla nazionalità o la località di lavoro dei suoi principali interpreti, tali sono le basi del diritto su cui si fonda e le procedure con cui si estende, cioè la common law, e le licenze d'uso, come le shrink wrap. Inoltre solo una società "americanizzata", basata realmente sulla sacralità della libertà di espressione, sul 1° emendamento, può riuscire a difendere il software libero dagli attacchi che le aziende "proprietarie" stanno già copiosamente sferrando: brevetti e sfruttamento intellettuale in testa.

In Europa la possibilità del Software Libero è invece solo una graziosa elargizione del Potere. Non dimentichiamo, ad esempio, che per la legge fiscale italiana forse il software libero è illegale: nessuno infatti rispetta l'obbligo di autofatturazione; per le leggi sull'editoria è clandestino in quanto nessuno distribuisce "informazione" con un direttore iscritto all'ordine dei giornalisti, e via dicendo... Per ora, quindi, il Software Libero al più è "tollerato" in Italia. Non certo ancora "legale".

Noi tutti però ci fidiamo che -sovvertendo completamente l'ordine delle fonti del diritto stabilito nelle nostre costituzioni- una eventuale corte consideri più importanti gli "usi comuni" che non la norma scritta. Cioè stiamo scommettendo -in ogni cosa che facciamo- che la globalizzazione permei persino il nostro diritto tanto da americanizzarlo!

Ma una delle ragioni fondanti del movimento anti-globalizzazione non è la resistenza all'americanizzazione del mondo? Anzi non è un anti-americanismo viscerale quello che anima molti Disobbedienti?

Il movimento no-global ha anche idee molto critiche sia sui processi di informatizzazione che stanno riplasmando la struttura sociale, spesso stroncando realtà industriali nazionali ampiamente obsolete, che sugli avanzamenti della bioingegneria, che promettono di riplasmare l'intero insieme delle nostre conoscenze su quello che siamo biologicamente. Sarà un caso, ma ambedue questi ambienti sono proprio quelli che per primi stanno autonomamente sviluppando culture libertarie di emancipazione cognitiva dalla prepotenza delle realtà proprietarie con la creazione di strumenti liberi e alla portata di chiunque.

Se si scava al di là della facciata di comodo che si è data per raccattare qualche adepto in un movimento come quello del Software Libero che ha veramente i numeri per fare le rivoluzioni, il vero motivo della manifestazione che si profila contro Bill Gates (ma a favore di che?) è che la Microsoft rappresenta l'archetipo (riuscito) di una azienda moderna, basata su un uso flessibile del personale, con un vasto utilizzo di lavoro interinale e di consulenti esterni. Gran parte dei quali molto ben contenti di esserlo. Un modello che è proprio dell'informatica e che il software libero porta alle estreme conseguenze.

I no-global hanno ragionato sul fatto che aiutare il modello di Linux, significa estendere lo spazio di autonomia individuale non sindacalizzabile, una coscienza fortemente "liberale" nel senso classico del termine, l'entusiasmo sul processo di apertura della società e di globalizzazione, e soprattutto una fede spropositata sull'economia di mercato? O immaginano che prenderà il sopravvento un modello "centralistico" di realizzazione del software libero? Ma quanto sarà libero un software realizzato così?

Mentre dichiararsi a favore del software libero, per un no-global convinto, può non essere un problema, sembra molto più difficile che un fan del software libero possa qualificarsi come no-global (ma ovviamente posso sbagliare fatemelo sapere se non è così). Almeno se si vuola dare alla parola "libero" un senso proprio. Ho la sensazione che un fan del software libero abbia in comune con Bill Gates più di quanto ne abbia con un no-global, obbediente o meno che sia.

Difficile però che il movimento del software libero possa avere qualcosa da ridire (se non da ridere) su un Disobbediente che indossi un vestito da pinguino e manifesti contro Bill Gates, per motivazioni immediatamente anche non molto chiare. Al limite avvertirlo che sotto il vestito da pinguino a fianco a lui potrebbe trovarsi un consulente IBM, un trivellatore della Shell, un capitano di corvetta della Marina Tedesca, o una spia dell'NSA, dell'FBI e della CIA. Se non ha problemi lui...

Veramente, se possiamo permetterci, preferiremmo se con un po' di umiltà chiacchierasse di meno, facesse meno cagnara e programmasse un po' di più - quello che vuole, basta che lo fa. La tolleranza ci impone di accettare anche questo suo impegno per la causa con amore ed amicizia, ma forse sarebbe il caso che il disobbediente/no-global di turno si affretti ad inventare una nuova etichetta e una nuova licenza. Possiamo anche suggerirgli il nome: Software Giusto. Peccato che in inglese verrebbe fuori: Right Software.

Emmanuele 'exedre' Somma

"Non fateci abusare di un disobbediente vestito da pinguino" ( http://www.exedre.org/exedre/disobbedienti/disobbedienti.shtml )
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Alcuni Commenti

Vito scrive Pinguino no-global!

caparossa scrive Note sull'editoriale dell'ultimo Linux Magazine

mauro scrive Considerazioni personali

Elettrico scrive emanuele somma su linux magazine