Forbes sforbicia la FSF: questi difendono!Che scandalo! La Free Software Foundation protegge attivamente gli utenti.Novembre 2003 Cosa vuole la Free Software Foundation? Risponde Forbes, una delle più importanti ed influenti riviste economiche del mondo: "Alla FSF non interessano le royalty [sui prodotti che infrangono la GPL], loro vogliono bruciarti la casa!" L'articolo di Daniel Lyons inaugura una nuova fase nella strategia contro il Software Libero e vale la pena di considerarlo, anche se mischia il caso SCO, i problemi di Cisco e Linksys, la soluzione OpenTV e, perfino, la storia di NuSphere/MySQL. L'obiettivo (solito) è screditare la GPL, che è di per sé inattaccabile quindi, nella peggiore tradizione retorica, si ricorre alla tecnica di distruggere chi la difende attivamente: la FSF e i suoi legali. Boies, il legale di SCO, l'aveva detto. Questa azienda non ha argomenti nella sua battaglia contro Linux e un po' di analisti finanziari devono giustificare gli sconclusionati consigli d'acquisto sulla base dei "solidi fondamentali" di quest'azienda, che tanto solidi oggi non sembrano più. Quindi diventa assolutamente necessario mettere in discussione la GPL. E così hanno liberato il pitbull. Daniel Lyons si dichiara scioccato, addirittura!, di sapere che la FSF dica pubblicamente di difendere "attivamente" la propria licenza, cioè nei casi di accertata violazione, di scendere in campo ed intavolare trattative, più o meno lunghe, più o meno dure e più o meno riservate, per far smettere le violazioni in atto. In una mano la carota della gratitudine della Comunità, nell'altra il bastone di una licenza molto dura con i trasgressori. Ma questo non è di oggi come tenta di far credere Forbes appigliandosi al caso Linksys. Infatti fin dal 1991 il gruppo di legali della FSF hanno seguito centinaia di casi riuscendo a risolverli con la massima soddisfazione di tutti e senza mai dover portare in tribunale la GPL. Un curriculum di successi che pochi avvocati al mondo possono vantare. Questa volta però Forbes ha interesse a riportare il caso del router wireless Linksys, uno dei bestseller del momento con 400.000 unità vendute solo nel primo trimestre di quest'anno, basato su Linux ma di cui il produttore non ha rilasciato subito le modifiche violando la GPL. Di mezzo ci si è messa la Cisco che ha comprato Linksys, e pure la Broadcom che realizza il sottosistema wireless. Per mesi la FSF ha tentato di trovare un accordo con Cisco, Linksys e Broadcom per cercare di mettere insieme le richieste della licenza GPL e le esigenze di riservatezza e di proprietà intellettuale degli sviluppatori. E è riuscita a far rilasciare pubblicamente tutte le modifiche al kernel e chiudere all'interno di un modulo caricabile i dettagli relaitvi solo all'interfaccia wireless 802.11g. Adesso l'opera continuerà nei confronti della Broadcom che sembra essere più riluttante. I rapporti tra FSF, Broadcom, Cisco e Linksys sono dichiaratamente buoni e rilassati, si sta semplicemente tentando -senza fretta e con la riservatezza minima necessaria a trattare queste questioni- di "fare la cosa giusta". Ma Lyons deve prendere questo esempio per teorizzare l'esistenza di un ricatto segreto della FSF nei confronti di Cisco, che si troverebbe ad aver speso 500 milioni di dollari per l'acquisto di Linksys che non è neppure proprietaria di quello che vende e che si trova a dover fronteggiare i terribili "comunisti" e anti-sociali della FSF, che tra l'altro in alcuni casi precedenti, ed elenca quelli di OpenTV e MySQL che in precedenti occasioni avevano liquidato (almeno però dice volontariamente come equo compeso per il supporto legale) sostanziosi assegni (65 e 25 mila dollari rispettivamente) di contributi alla Free Software Foundation per risolvere casi simili. Giova far notare che Linksys prevede di guadagnare 20 milioni di dollari solo in quest'anno dal progetto. Che strano mondo quello in cui desiderano vivere Forbes e Lyons. Non sembrano affatto turbati dalle attività, spesso ben oltre il limite del semplice lobbismo (come quelle della BSA), o di discutibilissimo accanimento legale (come quella della RIIA) per proteggere attivamente il copyright che sottrae diritti ai cittadini, basate su finanziamenti milionari da parte di quelle multinazionali dell'intrattenimento discografico o cinematografico o da parte di Microsoft nel software, e sono invece addirittura scioccati dal fatto che una microscopica realtà organizzativa (12 dipendenti in tutto il mondo, meno dell'ufficio legale della BSA nel più piccolo dei paesi europei) tenti con le poche forze che ha a disposizione di proteggere attivamente le stesse identiche leggi solo che per dare diritti agli utenti. Emmanuele 'exedre' Somma "Forbes sforbicia la FSF: questi difendono!" ( http://www.exedre.org/exedre/fsfforbes/ ) Licenza di distribuzione: Questo lavoro può essere liberamente
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