Monaco 2000: Nessuno tocchi il Free SoftwareTu cos'hai da fare il 21 Novembre 2000?Novembre 2000 Ormai è chiaro: il Software Libero è una impetuosa forza pragmatica che riesce a mobilitare notevoli ed importanti risorse nella realizzazione di sistemi aperti che possono surclassare l’intero panorama del software commerciale in circolazione. Ha difetti e debolezze, ma funziona. Il rilascio di OpenOffice ne è la prova. Se anche la Microsoft arriva a commissionare una pubblicità di così cattivo gusto come quella vista sulla rivista tedesca ``ct magazine'', be’... allora siamo veramente vicini. A Monaco, però, si giocherà la storia dei sistemi liberi in Europa nei prossimi anni. A dispetto del fatto che la Comunità Europea già vieti la brevettabilità del software l’European Patent Office (EPO), che è indipendente dalle istituzioni comunitarie, pretenderà di revisionare la Convenzione Europea sui Brevetti nella conferenza diplomatica che si terrà proprio nella città della prima convenzione europea sui brevetti dal 21 al 29 Novembre, per renderla conforme a quella americana dove, sia detto per inciso, Amazon è riuscita a far brevettare l’ordine con un singolo click via web, ed è riuscito a diventare proprietario pure l’OR-ESCLUSIVO. Sebbene la Convenzione dica esplicitamente che i ``programmi per computer... non dovrebbero essere trattati come invenzioni'', e di conseguenza protetti dalla brevettabilità come opere d’ingegno, una arzigogolata interpretazione porta l’EPO ad affermare invece che ``in nessun modo quella affermazione esclude l’appropriata protezione [brevettuale] per le invenzioni correlate al software, ad esempio invenzioni costruite in tutto o in parte attraverso un programma per computer''. La logica non alberga all’EPO. C’è da immaginarsi come rilascino tutti gli altri brevetti! Per non incorrere in un grossolano errore va detto che la Comunità Europea in tutto questo non c’entra nulla. Anzi. Per quanto imponente e poderosa, con i suoi ben tre Direttorati che si occupano di brevetti e suoi due livelli legislativi (il Parlamento e le sue leggi più la Commissione e le sue direttive), la posizione della Comunità è di aperto contrasto con questa linea. Solo che, poverina, non riuscirà a produrre una direttiva prima della frittata di Monaco. Però la Commissaria Erkki Liikanen, che si occupa della società dell’informazione, si è dichiarata pubblicamente totalmente contraria alla visione americana dei brevetti sul software. L’EPO viaggia a braccetto con le multinazionali che vedono la brevettabilità delle opere d’ingegno l’unico modo per trovare lucrativo il panorama commerciale europeo. Con oltre il 60% degli europei impiegati nella piccola e media industria che gestisce anche una percentuale circa equivalente di PIL, i grandi marchi planetari si trovano comunque ai margini della grande abbuffata dei profitti. L’obiettivo dichiarato è quello di estrarne flussi finanziari a fronte di commissioni di licenza irrigidendo le limitazioni geografiche all’uso delle tecnologie (si vedano le ``zone DVD''). L’assurdità sta nel fatto che è letteralmente impossibile verificare che un programma rispetti tutti i brevetti software poiché non esiste, e presumibilmente non è possibile neppure costruire, una infrastruttura cognitiva in grado di controllare ``il significato'' del codice prodotto. La storia dovrebbe finire con una sorta di ``tassa sulle idee'' che le grandi multinazionali che commerciano in questo imporrebbero a tutti coloro che vogliono sviluppare software. Esattamente come oggi tutti paghiamo i diritti SIAE anche per le musicassette vergini. Così il programmatore di Software Libero al momento del rilascio del proprio software pubblico potrebbe vedersi intimare il pagamento di cospicue licenze d’uso di brevetti industriali dei quali neppure conosceva l’esistenza. Insomma una vera condanna a morte per il Free Software. Chi scriverebbe software gratuito per pagare milioni in licenze? In una consultazione informale sembrava esserci la completa unanimità nell’EPO a favore dei nuovi brevetti, ma il montare dei movimenti di protesta in alcuni stati ha segnato alcuni importanti punti. In definitiva la situazione sembra essere ad oggi: a favore Austria, Belgio, Cipro, Svizzera, Irlanda, Liechtenstein, Monaco, Grecia e i Paesi Bassi e Turchia; hanno cambiato completamente idea UK, Francia e Germania. Rimane indifferente la Finlandia. Danimarca, Svezia, Spagna, Portogallo e Italia propendono per la non accettazione dei brevetti ma ``vogliono studiare meglio la situazione''. All’EPO ogni paese vale un voto, indipendentemente dalla dimensione economica. IBM e Cisco, due dei più attivi nella lobby per i brevetti che hanno vastissime biblioteche di brevetti negli USA, hanno giri d’affari ben superiori al PIL di molti degli stati coinvolti nel voto. La situazione è grave. Tu cos’hai da fare il 21 Novembre? Emmanuele 'exedre' Somma "Monaco 2000: Nessuno tocchi il Free Software" (
http://www.exedre.org/exedre/monaco2k/monaco2k.shtml
)
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