Roma. Primavera. Stallman.Tour romano per l'ultimo degli hacker.Maggio 2003 Venuto a Roma il 21 Marzo, Richard Stallman non è la celebrità che qualcuno poteva immaginare. Non ha l'atteggiamento carismatico e affascinante di uno Steve Jobs, né il piglio combattivo e cazzuto di un Larry Ellison. Neppure il sorrisino furbesco e preoccupato di Bill Gates e l'imponenza decisionista di Carly Fiorina, o l'approccio esistenzialista e noir di Bill Joy. In un mondo in cui essere un affascinante leader visionario è il simbolo del successo, Richard Stallman è l'anti-eroe per eccellenza. Schivo e distratto dal mondo circostante ai limiti dell'autismo, non riesce a resistere per più di pochi minuti senza gettare un'occhiata al suo inseparabile portatile tapezzato di adesivi della FSF, né ad ascoltare senza continuare ad arricciarsi il ciuffo laterale di capelli neri. Gli occhi schizzano nervosamente tutto intorno mentre ascolta placidamente senza mai tentare di intromettersi anche quando è visibilmente contrariato dalla superficialità dagli interlocutori. Anche se le sue parole hanno rivoluzionato un mercato multimiliardario come quello del software, lui frequenta più volentieri un centro sociale o una aula di Ingegneria. Si è imposto una disciplina di vita molto modesta e, al di là di qualche bisogno essenziale come mangiare il sufficiente e dormire quasi nulla, non si concede lussi. A tracolla porta una cartella per contenere il portatile, qualche copia del suo ultimo libro e decine di opuscoli o rotoli di adesivi GNU. E quando è il caso la mano stringe senza scampo la busta contenente il travestimento da Sant'iGNUzio, strumento essenziale della politica giocosa di un movimento che coniuga ipertecnologia e goliardia. La barba comincia ad ingrigire. Mostra una grande modestia anche nei suoi riferimenti culturali, non nasconde i propri discorsi dietro citazioni famose e quando proprio non può farne a meno si rifà al massimo a qualche grande classico della tradizione politica americana. Sul palco quando gli si dà modo di parlare, Richard si trasforma in una lenta ma decisa schiacciasassi. Il suo discorso ha sempre pochi obiettivi e molti argomenti. Avanza nel suo discorso, che è semplice e logico, con una apparente tranquillità, senza concedere quasi nulla alla vanità. Sono rari i momenti nei quali asseconda il pubblico indirizzandogli qualche facile battuta con cui riscuotere l'applauso. E va avanti sempre senza mai tralasciare le asprezze tecniche, forse difficilmente apprezzabili da chi non ha curriculum programmereccio, che lui però presumibilmente considera alla portata di tutti. Parla di computer, di compilatori, di Unix, di librerie. E parla delle libertà di usare computer, compilatori, Unix e librerie. Farcisce tutto di piccole battute e giochi di parole (che spesso capisce solo lui e chi li ha sentiti almeno una dozzina di volte senza capirli prima). Prima di sentirlo parlare in pubblico tutti quelli che lo conoscono di fama lo considerano un mito, mentre parla se ne convincono ma attraverso corde molto diverse da quelle che si aspettavano. Il rigore dell'approccio di Stallman e la sua mansuetudine sono forse ancora più convincenti dei suoi argomenti (che spesso lasciano qualche dubbio). Di persona però è molto difficile parlargi e confrontarsi. Ha una sadica tendenza a considerare quello che gli dici solo in senso letterale per poi smontarlo con qualche battutina irriverente. Ma peggio ancora: è un antipatico, ha sempre un punto su cui tu devi abbozzare accettando la sua visione. D'altronde può sicuramente permettersi di pretendere di essere l'autorità su questi temi. In un certo senso è chiuso rispetto alcune cose, ma forse solo perchè tu sei il milionesimo a cercare di convincerlo su qualche questione tutto sommato secondaria. E non manca mai il motivo per farti una piccola predica. Questo lo Stallman che ho visto in questi giorni. Lo comunico senza altro aggiungere (dei miei molti dubbi) per dar modo a chi lo ha perduto di farsi un'idea delle sensazioni che lo hanno circondato. Perchè tanto i suoi argomenti e le sue parole sono fin troppo noti a tutti. Emmanuele 'exedre' Somma "Roma. Primavera. Stallman." (
http://www.exedre.org/exedre/primavera/primavera.shtml
)
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